Nel momento in cui ci si accinge a progettare un bagno, ancor più che in ogni altro ambiente della casa, bisogna far attenzione alla fruibilità degli spazi ed all’effettiva praticità delle cose, per questo motivo la scelta dei sanitari ed il loro corretto posizionamento andrebbero calibrati alla perfezione, non solo tenendo conto dei propri gusti e dello spazio di cui si dispone, ma anche a seconda del tipo di utente che ne farà utilizzo.

Una delle questioni più dibattute è indubbiamente la quota a cui posizionare il lavabo, poiché sebbene vi sia un range di altezza considerato “standard”, a seconda del modello prescelto e del fatto che il bagno debba venire normalmente utilizzato da utenti molti alti, piuttosto che molto bassi, o ancora da persone diversamente abili, o addirittura, in alcuni casi particolari, solo da bambini, potrebbe essere il caso di alzarlo o abbassarlo di qualche centimetro, onde evitare di lavarsi in punta dei piedi o al contrario di farsi venire il mal di schiena stando ricurvi.

Ovviamente la quota standard a cui normalmente si posiziona un lavandino, che misurata da terra fino al bordo superiore del lavabo dovrebbe essere pari circa ad 80 cm (+/- 5 cm), è stata stabilita da studi antropometrici, tenendo conto dei parametri fisici di un utente adulto “medio” e buona norma vorrebbe che per utilizzarlo con comodità ci fossero almeno 20 cm liberi su entrambi i lati e 60 cm frontalmente ad esso.

Vediamo però di capire quali altri parametri possono influenzare la scelta dell’altezza e qual è la posizione migliore per ciascun utente e per ciascun bagno.

Ad ognuno il suo lavabo

La primissima valutazione da fare riguarda dunque l’utente finale, il suo fisico ma anche le sue abitudini, ovviamente nel caso in cui non ci si trovi costretti a mediare.

Infatti, se in casa si dispone di un unico servizio igienico ed ad esempio il marito è molto alto (1,90-2 metri) mentre, al contrario, la compagna è piuttosto bassa, in questi frangenti ci si attesterà inevitabilmente su un’altezza standard, che in realtà non soddisfa pienamente né l’uno né l’altro, ma al contempo non crea eccessivi problemi a nessuno.

Anche il luogo in cui si trova un lavabo (nel bagno degli ospiti, in quello di camera o in lavanderia) ed il suo uso precipuo ne influenzano fortemente l’altezza. Lo standard infatti è calcolato per un uso quotidiano, per lavarsi mani e denti e per radersi, ma se si ad esempio lo si utilizza frequentemente per lavare un neonato, o per lavarsi i capelli, così come per fare il bucato, allora questo deve soddisfare particolari requisiti ed un po’ più alto è meglio!

I bambini a meno che non dispongano di una bagno privato, accessibile unicamente dalla loro stanza, in genere per utilizzare comodamente il lavabo utilizzano un rialzino che gli permette di lavarsi mani e denti senza stare in punta di piedi, anche perché crescono i fretta quindi, in genere, al di sotto dei 70 cm, in casa, si tende a non andare.

Che tipo di lavabo desiderate?

La seconda cosa da capire è se si desidera installare un lavabo a colonna ed in questi casi l’altezza è fissa e definita a priori nel momento in cui si sceglie il modello che si preferisce (perché questi lavabi poggiano direttamente a terra), o se piuttosto si desidera optare per un più moderno modello sospeso, o da appoggio.

Questi ultimi oggi sono molto in voga perché sono davvero belli da vedere, sebbene in generale siano un po’ più scomodi da utilizzare e da manutenere.

In questi casi ognuno potrà decidere in piena libertà a che altezza posizionare il lavabo, che potrà poi essere o meno incassato e legato ad un mobile.

L’altezza dei lavabi da appoggio è quella più variabile e più difficile da stabilire a priori, non solo perché è necessario valutare anche l’altezza del piano che comunque può e deve essere sfruttato in vario modo, specie come punto d’appoggio, ma dipende molto anche dal design e dal formato della baccinella prescelta, che di per sé può avere un altezza variabile da 5 cm a 20 cm ed oltre.

Anche il rivestimento ha la sua importanza

L’ultimo parametro da considerare nel momento in cui ci si accinge a posizionare un lavabo riguarda il tipo di rivestimento utilizzato a parete.

Se si è scelto un rivestimento continuo (come resina, stucco, carta da parati) non c’è alcun tipo di problema, così come anche qualora si sia optato per un mosaico uniforme, in questi casi potrete procedere come meglio credete in base a quanto fin ora detto.

Le problematiche insorgono invece qualora per rivestire la parete siano state impiegate piastrelle di formato maggiore, che possono essere alte 10, 15 o 20 cm.

In questi casi è bene che il bordo del piano d’appoggio o, per i modelli sospesi e freestanding, il bordo stesso del lavabo coincidano esattamente con la fuga della piastrella, senza che la taglino in qualche modo (magari casualmente) a metà, per cui potreste trovarvi a dover decidere 70 o 95 cm e qui dovrà essere il buon senso a prevalere.

Ancor più accortezza in tal senso è poi necessaria se sulle pareti si sono inserite greche decorative (in mosaico o listelli), che dovrebbero fare il filo del lavabo o mantenere da esso una certa distanza per incorniciare lo specchio.

Concludendo

Come avrete potuto capire, a dispetto di quanti possano pensare, quando si progetta un bagno bisogna pensare ad ogni minimo dettaglio e ragionare su ogni cosa, non in maniera a sé stante ma valutandola anche in rapporto alle altre scelte da effettuarsi.

Qualora poi dobbiate unicamente sostituire il lavabo esistente con un nuovo dovrete tener conto anche degli attacchi idraulici già presenti, per cui a meno di non rifare anche l’impianto, avrete un minimo di gioco unicamente qualora decidiate di propendere per un modello con mobile integrato, che vada a coprire eventuali raccordi.

Sara Raggi

Sara Raggi

Ingegnere per tradizione di famiglia, dopo la prima laurea specialistica conseguita nel 2004 al Politecnico di Milano, ho deciso di assecondare il mio spirito creativo e diventare anche architetto. Così, da oramai più di 10 anni, il mio mestiere principale, nonché la mia passione, è proprio quello di progettare ed arredare le case. L’amore per la scrittura però mi accompagna da sempre e per questo, oramai da diverso tempo, scrivo per il web, soprattutto occupandomi di arredamento ed edilizia.
Spero dunque di riuscire a fornirvi preziosi consigli, mettendo a vostra disposizione, non solo la mia esperienza professionale, ma anche quella di mamma di due bimbi e di moglie, che ama vivere la propria casa, ogni giorno, nel migliore dei modi.
Sara Raggi

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