– Che cos’è e a cosa serve un addolcitore domestico

Spesso si sente parlare di addolcitore domestico, pro e contro di questo impianto senza tuttavia conoscerne appieno le caratteristiche e le potenzialità.

Per poter comprendere quali siano i fattori a favore e quali quelli a sfavore di un addolcitore d’acqua, è necessario per prima cosa conoscere alcune importanti caratteristiche sull’acqua stessa e sul percorso che essa compie prima di arrivare alle nostre case.

Il calcare

Un impianto addolcitore si installa solitamente quando ci sono problemi di calcare. L’acqua, prima di arrivare alle nostre case, effettua un ampio percorso, dapprima attraverso le falde acquifere e successivamente all’interno di tubature.

Quando l’acqua passa attraverso le rocce delle falde acquifere si arricchisce di sali minerali di vario tipo, a seconda del tipo di roccia nella quale passa. In Italia esistono moltissime rocce calcaree che, pertanto, rilasciano in acqua il carbonato di calcio, quel particolare sale che poi, depositandosi, forma il calcare.

Per quanto il calcare sia una sostanza del tutto naturale, essa può essere molto deleteria non solo per la nostra salute, ma anche per le tubature e gli elettrodomestici. Un’acqua ricca in calcare e in altri sali minerali viene detta acqua dura. Viceversa, quando l’acqua contiene pochi sali al suo interno essa viene detta acqua dolce.

L’acqua dura può arrecare problemi alla salute visto che un eccesso di sali e calcare nell’acqua che si beve è alla base della formazione di calcoli renali.

Inoltre, il calcare rappresenta un vero e proprio problema per il corretto funzionamento degli elettrodomestici, visto che può creare incrostazioniotturazioni, problemi a filtri e resistenze fino a corrosioni di varia entità.

Il problema del calcare non è solo legato al danno fisico che esso può apportare alle apparecchiature, ma anche a una serie di spese ulteriori. Si pensi ad esempio alla caldaia o agli elettrodomestici che devono produrre acqua calda.

Quando i tubi, i filtri e le resistenze sono incrostate, per ottenere lo stesso quantitativo di acqua calda sarà necessario utilizzare una quantità maggiore di acqua e di energia per il riscaldamento visto che la presenza di calcare non permette all’acqua di essere riscaldata in maniera immediata.

Il calcare, infatti, impedisce la diffusione di calore per cui, a parità di condizioni con un sistema senza calcare, l’acqua si riscalda più difficilmente.

Se l’acqua che arriva ai rubinetti di casa è ricca in calcare, non è necessario optare per l’acquisto di acque minerali per poter bere acqua meno dura o di acquistare acque deionizzate per gli elettrodomestici.

Basterà puntare su particolari impianti o filtri che permettono di addolcire l’acqua di casa assicurando un risparmio sicuro sull’acquisto dell’acqua stessa.

– Caratteristiche principali di un addolcitore

In commercio esistono diversi tipi di addolcitori d’acqua: tra questi, i modelli più apprezzati e noti sono quelli dell’addolcitore a sale e dell’addolcitore d’acqua magnetico. Si tratta di impianti che svolgono funzioni simili ma che possono essere utilizzati in maniera più o meno conveniente a seconda delle tipologie di acqua.

Un addolcitore a sale permette di eliminare il calcare grazie a una reazione chimica che viene effettuata all’interno di specifici filtri. L’addolcitore senza sale, ossia il modello magnetico, non opera tramite reazioni chimiche ma attraverso la formazione di un campo magnetico.

Questo, secondo quanto proposto dai produttori di questo tipo di dispositivo, varierebbe la struttura del calcare evitandone la deposizione. Va tuttavia evidenziato che questo metodo non presenta supporti scientifici che ne dimostrino l’efficacia e pare che assicuri risultati solo in caso di acque che, oltre ad elevati contenuti in calcare, presentano anche valori medio-alti di sali di ferro.

Anche se gli addolcitori a sale funzionano tramite una reazione chimica, essi non risultano dannosi per l’uomo che può quindi tranquillamente fare uso dell’acqua che deriva dall’addolcimento.

L’unico neo di questo tipo di trasformazione è che l’acqua che deriva, pur essendo potabile, viene arricchita in sodio. Pertanto, sarebbe opportuno non bere troppa acqua addolcita visto che elevate concentrazioni di sodio possono portare a problemi di ipertensione.

L’acqua addolcita a sale, tuttavia, può essere tranquillamente usata per gli elettrodomestici, per il lavaggio a mano di piatti e bucato nonché per le docce senza nessun timore.

Come è fatto un addolcitore per l’acqua

Gli addolcitori, nei modelli a sale, sono caratterizzati da un contenitore all’interno del quale sono inserite delle resine e un altro in cui viene inserito il sale.

Il sale e le resine rappresentano i due elementi principali per l’addolcimento: l’acqua, entrando in contatto con il sale, dà vita a una reazione chimica che separa il calcare e che, successivamente, viene trattenuto insieme ad altri minerali depositati, all’interno delle resine.

L’addolcitore non si mette in funzione solo al passaggio dell’acqua: grazie a una valvola particolare e a un timer, infatti, esso effettua regolarmente dei cicli di lavaggio che garantiscono la continua efficienza dell’apparecchio.

Durata e manutenzione

Un addolcitore per acqua potabile ha una durata elevata nel tempo purché si effettui una manutenzione regolare. A seconda del tipo di addolcitore che si utilizza, ossia dei sali con cui funziona e della casa di produzione, i diversi modelli possono richiedere una manutenzione differente.

Pertanto è necessario controllare con cura il manuale d’uso e, soprattutto, richiedere informazioni al servizio clienti del produttore in caso di necessità.

Anche per quanto riguarda l’installazione addolcitore è importante fare attenzione. Alcuni modelli, infatti, possono essere installati autonomamente mentre in altri casi è necessaria la presenza di un idraulico o di un tecnico della casa di produzione dell’addolcitore stesso.

Quest’ultimo sarà anche in grado di evidenziare quali sono i procedimenti necessari e fondamentali per una corretta manutenzione, che assicuri una maggiore durata dell’impianto anti-calcare.

Tipi di sali usati nell’addolcitore d’acqua

Quando si parla di addolcitore a sale, non bisogna pensare che il sale utilizzato per l’eliminazione del calcare sia di un unico tipo.

A seconda dei modelli e dei produttori, infatti, si utilizzano sali differenti che possono essere raggruppati in tre principali tipologie, in base alle origini e modalità di estrazione: sali rocciosi, sali solari e sali volatilizzati.

Il sale roccioso è un sale di origine minerale, ossia si tratta di sali normalmente presenti nelle rocce e che derivano solitamente da giacimenti sotterranei. La sua composizione è ricca in cloruro di sodio e il suo utilizzo libera una elevata quantità di sodio nell’acqua.

Il sale solare è quello estratto dalle saline e derivante quindi dall’evaporazione dell’acqua di mare. Presenta una quantità di cloruro di sodio elevata, ma inferiore rispetto ai sali rocciosi.

Il sale volatilizzato, infine, deriva sempre da giacimenti di sale ma viene deposto in zone in cui l’elevata umidità porta all’evaporazione di acqua e alla deposizione del sale. Anche il sale vaporizzato è ricchissimo in sodio.

Quando si prende in considerazione un addolcitore d’acqua, con pro e contro dei diversi modelli, bisogna valutare anche il tipo di sale che viene utilizzato.

Se è vero, infatti, che tutti sono ricchi di sodio e quindi portano alla formazione di un acqua arricchita in questo elemento, è anche vero che i diversi tipi di sale operano in modo differente creando diverse esigenze di pulizia e manutenzione dell’addolcitore.

Ad esempio, i sali rocciosi e quelli solari sono caratterizzati dalla presenza di un gran numero di elementi non solubili in acqua. Questo significa che per un corretto funzionamento a una durata elevata nel tempo dell’addolcitore, il serbatoio dovrà essere pulito in maniera regolare e costante per evitare depositi di materiali insolubili.

Se questo aspetto può essere considerato svantaggioso, va comunque evidenziato che, a favore di questa scelta, vi è il costo. I sali rocciosi e quelli solari, infatti, sono più economici rispetto a quello volatilizzato. Quest’ultimo, tuttavia, essendo caratterizzato da un numero inferiore di elementi insolubili, richiede una manutenzione inferiore.

Va però evidenziato che non sempre è possibile scegliere il tipo di sale da inserire all’interno del proprio addolcitore visto che alcuni modelli sono realizzati per funzionare esclusivamente con una tipologia specifica di sale.

Altri modelli, invece, sono compatibili con qualsiasi tipologia di sale. In tal caso sarà possibile scegliere quello più conveniente per le proprie esigenze, siano esse economiche che pratiche, ossia legate a una maggiore facilità di recupero di un tipo di sale rispetto a un altro.

I costi

Non è semplice definire una fascia di costo per un addolcitore d’acqua. Questo particolare impianto anti-calcare, infatti, può avere un prezzo differente a seconda di una serie di caratteristiche che vanno dal marchio di produzione al livello di efficienza, dalle modalità di funzionamento fino al modello, sia esso a sale o magnetico.

Sicuramente, per risparmiare sull’addolcitore è necessario optare per modelli moderni, che al posto di funzionare a corrente funzionano grazie alla potenza dell’acqua stessa nel momento in cui essa viene aperta.

Infine, va sottolineato che oltre ai costi per l’acquisto e l’installazione, si dovrebbero valutare i costi per la manutenzione: anche questi, tuttavia, sono molto variabili a seconda del modello e del sale che si utilizza per l’addolcimento dell’acqua.

– Pro e Contro

Una volta compresi i problemi causati dall’acqua dura e le principali caratteristiche di un impianto di addolcimento dell’acqua, ci si chiederà sicuramente quali possano essere i pro e i contro derivanti dall’installazione di un addolcitore.

Per quanto riguarda i vantaggi si può subito evidenziare quello principale, ossia la riduzione, se non la totale eliminazione, delle quantità di calcare nell’acqua. Questo significa poter garantire una più lunga durata a un gran numero di elettrodomestici, ma anche migliorare la qualità dell’acqua che viene utilizzata per l’igiene personale.

La presenza di calcare, infatti, tende a seccare la pelle e i capelli: oltre a un problema estetico e di salute, vanno quindi prese in considerazione le ulteriori spese necessarie per acquistare prodotti idratanti che contrastino i problemi causati dall’acqua dura.

Sempre per quanto riguarda la praticità, va sottolineato che un acqua addolcita migliora anche la pulizia delle eventuali stoviglie lavate a mano, visto che non sarà più necessario procedere a un’asciugatura accurata per evitare la formazione di aloni di calcare.

La stessa cosa si può dire quando si tratta della pulizia di lavabi in acciaio: in assenza di calcare, infatti, non si avranno problemi di aloni e formazione di incrostazioni bianche che, oltre ad essere anti-estetiche, nel tempo possono risultare anche corrosive.

Per quanto riguarda i contro, bisogna sottolineare che l’unico elemento che può essere considerato sfavorevole in questo tipo di impianto riguarda i costi, sia di acquisto e installazione che di manutenzione.

Tuttavia, prima di farsi spaventare da una spesa di alcune centinaia di euro, bisognerebbe fare un attenta valutazione di quali siano le spese annuali per eventuali riparazioni di elettrodomestici per depositi di calcare, spese di detergenti anti-calcare, incrementi delle bollette per difficoltà di riscaldamento sempre a causa della presenza di depositi eccessivi di calcare.

In molti casi si potrà notare che l’acquisto di un addolcitore può risultare un interessante investimento per un miglioramento generale della salute degli elettrodomestici casalinghi.

Naturalmente, prima dell’acquisto è importante valutare con attenzione anche quale sia la qualità dell’acqua e delle tubature: in caso di tubature nuove e acqua a basso contenuto in carbonato di calcio, il problema dell’addolcitore non si presenta proprio mentre, quando ci si trova in un contesto differente, con acqua molto dura e tubature vecchie, esso può rappresentare una soluzione perfetta alla soluzione di un gran numero di problemi legati all’acqua e al calcare.

– Per concludere

Prima di installare un addolcitore d’acqua è necessario valutare con attenzione i pro e i contro di questa scelta. Inoltre, bisogna ricordare che un addolcitore non è un depuratore: esso non trasforma un acqua non potabile in acqua potabile ma rendere esclusivamente più dolce un’acqua dura.

Questo significa che opera per eliminare un determinato numero di sali, in particolare i sali di calcio e magnesio, principali cause della formazione del calcare.

Per avere la certezza di un uso corretto dell’addolcitore è importante assicurarsi non solo della qualità dello strumento, ma anche e soprattutto delle corrette modalità di installazione.

Pertanto, prima di effettuare l’acquisto può essere utile chiamare un tecnico per un sopralluogo e per la valutazione delle caratteristiche chimico-fisiche dell’acqua in modo da poter scegliere con maggiore consapevolezza un tipo di addolcitore o un altro.

Va poi ricordato che esso non va installato sui rubinetti, ma subito dopo il contatore dell’acqua: in tal modo si potrà avere la certezza di un addolcimento totale di tutta l’acqua che viene utilizzata in casa.

Si deve poi sempre ricordare che l’installazione dell’addolcitore non può essere fatta in maniera autonoma, ma deve essere effettuata da un tecnico qualificato, ossia da un idraulico professionista o da personale mandato dalla casa di produzione dell’addolcitore stesso.

Al termine dell’installazione dovrà essere effettuato un collaudo e rilasciata una certificazione riportante la data di installazione e una dichiarazione di corretto montaggio e collaudo.

Una volta completato il collaudo è fondamentale che venga rilasciato un manuale d’uso che permetta di comprendere quali siano le modalità di funzionamento e, soprattutto, di ricarica dei sali. Sotto questo punto di vista va specificata non solo la frequenza di ricarica, ma soprattutto le quantità.

Un’erronea concentrazione di sali, infatti, può portare a un mancato addolcimento o, viceversa, a un addolcimento eccessivo. Un’acqua troppo dolce, proprio come quella dura, può causare danni molto simili, ossia corrosione delle tubature, produzione di acqua giallastra o altro.

Per questo motivo è fondamentale attenersi alla lettera alle istruzioni riportate all’interno del manuale d’uso e, in caso di problemi, contattare subito un tecnico esperto o la casa di produzione.

Bisogna sempre ricordare che l’uso di un addolcitore non impoverisce l’acqua dei suoi minerali essenziali: esso, infatti, opera solo nella riduzione o abbattimento completo dei sali che creano eccessiva durezza, ossia i minerali del calcio, del magnesio e del ferro.

Pertanto, non ci si deve preoccupare di bere un’acqua impoverita visto che essa mantiene la sua composizione tranne proprio per le concentrazioni di questi tre elementi. Infine, non bisogna sottovalutare l’arricchimento in sodio derivante dalla reazione chimica che porta alla scomparsa dei sali di calcio, magnesio e ferro.

L’arricchimento in sodio che deriva da un’acqua addolcita dipende dall’iniziale quantità di calcare. Maggiori sono i sali di carbonato presenti in entrata, maggiore sarà la quantità di sodio che si riverserà nell’acqua.

In base proprio a tali valori, potrà essere più o meno salutare bere l’acqua addolcita: eccessi di sodio, alla lunga, possono essere pericolosi per il sistema circolatorio e per i reni.

Proprio per questo motivo, è fondamentale regolare con attenzione la quantità di sale da inserire all’interno dell’addolcitore d’acqua seguendo attentamente quanto riportato nel manuale d’uso.

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